Si parla sempre più spesso di neurodivergenza, un termine che comprende profili e caratteristiche anche molto diversi tra loro.
Possono riguardare il modo di apprendere, comunicare, relazionarsi con gli altri o affrontare alcune situazioni della vita quotidiana.
Non sempre vengono riconosciute durante l'infanzia. Per alcune persone è proprio in età adulta che difficoltà vissute per anni nello studio, nel lavoro, nelle relazioni o nella gestione delle emozioni iniziano ad avere una spiegazione.
Ma che cosa significa essere neurodivergenti e quando può essere utile rivolgersi a uno specialista?
Ce ne parla la Dott.ssa Fabiola Ferrentino, Psichiatra, Coordinatore delle Linee Cliniche della Psichiatria del Gruppo KOS e Responsabile dell'Ambulatorio di Psichiatria di Villa Sant'Alessandro.
Cosa significa essere neurodivergenti
Essere neurodivergenti significa avere un modo di pensare, apprendere, comunicare o percepire ciò che ci circonda diverso da quello considerato più comune, definito neurotipico.
Queste differenze possono riguardare diversi aspetti, come l’attenzione e l’organizzazione, l’apprendimento, le relazioni con gli altri, la gestione delle emozioni o la sensibilità a determinati stimoli.
Non tutte le persone neurodivergenti, però, hanno le stesse caratteristiche o incontrano le stesse difficoltà. Alcuni aspetti possono avere un impatto maggiore nello studio o nel lavoro, altri nelle relazioni o nella vita quotidiana. Per questo è importante considerare sempre la persona nel suo insieme, senza ricondurre la neurodivergenza a un unico modo di essere o di comportarsi.
Neurodivergenza e neurodiversità: che differenza c'è
Neurodivergenza e neurodiversità sono termini vicini, ma indicano due concetti diversi.
La neurodiversità riguarda la varietà dei modi in cui le persone pensano, apprendono, elaborano le informazioni e si relazionano con ciò che le circonda. È quindi un concetto che riguarda tutti, perché non esiste un unico modo di funzionare.
La neurodivergenza indica invece quei profili che si discostano da quelli considerati neurotipici. Non è una diagnosi, ma un termine che può comprendere condizioni diverse, ciascuna con caratteristiche specifiche.
Quali sono le principali forme di neurodivergenza
La neurodivergenza non è una diagnosi e non esiste quindi una classificazione medica delle “neurodivergenze”. Il termine comprende profili e condizioni differenti, tra cui autismo, ADHD e Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA).
Autismo
Il Disturbo dello Spettro Autistico è una condizione del neurosviluppo che riguarda in particolare la reciprocità nella comunicazione e nell'interazione sociale e può associarsi a interessi circoscritti, comportamenti ripetitivi e una diversa sensibilità agli stimoli.
Si parla di “spettro” proprio perché può presentarsi in modi molto diversi, sia nelle caratteristiche sia nei bisogni di supporto. In alcune persone, soprattutto quando sono presenti buone capacità cognitive e di adattamento, viene riconosciuto solo in età adulta.
ADHD
Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività può manifestarsi con difficoltà nella regolazione dell'attenzione, impulsività e iperattività, che possono assumere caratteristiche diverse nel corso della vita.
In età adulta, ad esempio, possono diventare più evidenti le difficoltà nell'organizzare le attività, gestire il tempo, mantenere l'attenzione o controllare l'impulsività, con un possibile impatto sullo studio, sul lavoro e sulla vita quotidiana.
Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)
I DSA riguardano alcune abilità specifiche, come la lettura, la scrittura e il calcolo. Comprendono dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia.
Vengono generalmente riconosciuti durante gli anni scolastici, ma le loro caratteristiche possono accompagnare la persona anche in età adulta e avere un impatto, ad esempio, nello studio universitario o in alcune attività professionali.
Altre forme di neurodivergenza
Accanto ad autismo, ADHD e DSA possono rientrare nell'ambito delle neurodivergenze anche altri profili.
Tra questi c'è la plusdotazione cognitiva (giftedness), caratterizzata da capacità cognitive significativamente superiori alla media e da modalità specifiche di apprendimento ed elaborazione delle informazioni.
Le neurodivergenze possono quindi presentarsi in modi molto diversi: caratteristiche che hanno un peso importante per una persona possono essere poco presenti, o manifestarsi diversamente, in un’altra.
Come si riconosce la neurodivergenza
Non esistono sintomi della neurodivergenza uguali per tutti. I segnali possono essere molto diversi e cambiare a seconda del profilo e della storia della persona.
In età adulta, a volte, sono difficoltà presenti da anni a portare a interrogarsi sul proprio modo di funzionare. Può accadere, ad esempio, quando si fa particolare fatica a mantenere l’attenzione, organizzare attività e impegni, gestire le relazioni sociali o regolare le emozioni. In altri casi possono emergere una forte sensibilità ad alcuni stimoli, il bisogno di routine definite o una maggiore difficoltà ad adattarsi alle richieste dell’ambiente universitario, lavorativo o sociale.
Questi aspetti, però, non indicano necessariamente la presenza di una neurodivergenza e non sono sufficienti, da soli, per arrivare a una diagnosi. È importante capire da quanto tempo sono presenti, in quali situazioni emergono e quale impatto hanno sulla vita della persona.
Quando è utile una valutazione specialistica
Una valutazione specialistica può essere utile quando alcune difficoltà hanno un impatto sullo studio, sul lavoro, sulle relazioni o sulla vita quotidiana, ma anche quando nasce l’esigenza di comprendere meglio caratteristiche e modalità di funzionamento presenti da tempo.
Non esiste un unico test per la neurodivergenza in grado di dare una risposta. La valutazione parte dalla storia della persona e utilizza strumenti diversi in base agli aspetti che è necessario approfondire.
Al Centro per le Neurodivergenze di Villa Sant’Alessandro, il percorso diagnostico comprende colloqui clinici specialistici, la raccolta dell’anamnesi personale e familiare, il confronto con i familiari quando possibile, una valutazione neuropsicologica e test standardizzati specifici. Al termine del percorso è previsto un colloquio di restituzione con l’inquadramento diagnostico.
Il percorso per le neurodivergenze a Villa Sant’Alessandro
Il Centro per le Neurodivergenze di Villa Sant'Alessandro KOS, a Roma, è dedicato agli adulti con ADHD, Disturbo dello Spettro Autistico ad alto funzionamento, DSA, plusdotazione cognitiva e altre condizioni neurodivergenti.
L’équipe multidisciplinare accompagna la persona dalla valutazione diagnostica alla presa in carico, costruendo un percorso personalizzato sulla base delle caratteristiche emerse, dei bisogni e degli obiettivi individuali.
Dopo la diagnosi, il percorso può prevedere trattamento psichiatrico, psicoterapia, psicoeducazione, interventi neuropsicologici e riabilitativi, insieme a controlli specialistici periodici e, quando indicato, alla terapia farmacologica. Particolare attenzione viene dedicata anche alle eventuali condizioni associate, come ansia, depressione, disturbi dell’umore, disturbo ossessivo-compulsivo e disturbi del sonno.
In base alle necessità della persona, possono essere proposti anche interventi di riabilitazione cognitiva e psicosociale, training sulle abilità sociali, mindfulness, percorsi in stanza sensoriale, teatroterapia e attività supportate dal neurofeedback e tecniche di realtà virtuale.
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