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Riabilitazione post ictus: come funziona e quanto dura

Riabilitazione
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Cos’è l’ictus e quali conseguenze può avere

L'ictus cerebrale si verifica quando l'afflusso di sangue a una parte del cervello viene interrotto dall'ostruzione di un vaso sanguigno (ictus ischemico) oppure quando si verifica un'emorragia dovuta alla rottura di un vaso (ictus emorragico).

Il danno che ne deriva può compromettere diverse funzioni neurologiche, con conseguenze anche importanti sull'autonomia della persona. La gravità e il tipo di difficoltà dipendono dalla sede e dall'estensione della lesione:

  • disturbi motori: debolezza o paralisi di un lato del corpo (emiparesi o emiplegia), difficoltà di coordinazione ed equilibrio
  • disturbi del linguaggio: difficoltà a parlare, comprendere le parole, leggere o scrivere
  • disturbi cognitivi: alterazioni della memoria, dell'attenzione e della capacità di pianificare le attività
  • disturbi della deglutizione (disfagia): difficoltà a deglutire in modo sicuro alimenti e liquidi
  • disturbi della sensibilità e della percezione: difficoltà a riconoscere gli stimoli o a prestare attenzione a una parte dello spazio.

Ce ne parla il dott. Antonio De Tanti, Direttore del Centro di Riabilitazione Cardinal Ferrari e Direttore Scientifico di KOS Group.

Perché la riabilitazione è fondamentale dopo un ictus

La riabilitazione post ictus è una componente fondamentale del percorso di cura, perché mira a favorire il recupero delle funzioni compromesse e a ridurre l'impatto delle disabilità sulla vita quotidiana.

Uno dei meccanismi su cui si basa il recupero è la neuroplasticità, cioè la capacità del sistema nervoso di modificare le proprie connessioni e riorganizzare alcune funzioni dopo una lesione.

Attraverso esercizi ripetuti e attività orientate a obiettivi specifici, gli interventi riabilitativi possono favorire questi processi e migliorare le capacità motorie, cognitive e comunicative. Quando il recupero completo non è possibile, il trattamento può aiutare la persona a sviluppare strategie compensative per affrontare le difficoltà persistenti.

Quando inizia la riabilitazione: la fase acuta

La valutazione dei bisogni riabilitativi dovrebbe avvenire precocemente, già durante il ricovero ospedaliero, compatibilmente con le condizioni cliniche del paziente.

Nella fase acuta, la priorità è il trattamento dell'ictus e la stabilizzazione del paziente. Parallelamente, vengono valutati i deficit neurologici e le capacità funzionali, per individuare gli interventi più appropriati.

Quando le condizioni mediche e neurologiche lo consentono, essere avviata la mobilizzazione precoce, generalmente nelle prime 24-48 ore.

Le fasi della riabilitazione post ictus

Dopo la fase acuta, il percorso prosegue con interventi che possono variare in base alle condizioni della persona e agli obiettivi terapeutici.

Fase post-acuta

È il periodo in cui vengono generalmente avviati o intensificati i trattamenti per il recupero delle funzioni compromesse. Quando necessario, la persona può essere trasferita in una struttura di riabilitazione intensiva, dove riceve assistenza medica e trattamenti coordinati da un'équipe multidisciplinare.

Fase degli esiti

Comprende gli interventi rivolti alle difficoltà che persistono nel tempo. La riabilitazione può essere finalizzata a ottenere ulteriori miglioramenti, mantenere le capacità raggiunte e prevenire complicanze secondarie.

Le due fasi non hanno confini temporali rigidi e possono richiedere modalità di trattamento differenti.

Quanto dura la riabilitazione dopo un ictus

La durata della riabilitazione dipende da diversi fattori, tra cui la gravità della lesione cerebrale, l'entità dei deficit neurologici, le condizioni generali di salute e l'evoluzione durante il trattamento.

I miglioramenti più rapidi si osservano generalmente nei primi tre-sei mesi, anche grazie ai processi di recupero neurologico spontaneo che si verificano dopo l'ictus.

Questo periodo non rappresenta però un limite definitivo. Il recupero funzionale può proseguire anche nella fase cronica, attraverso interventi riabilitativi mirati e l'apprendimento di strategie per compensare le difficoltà residue.

Tuttavia, è importante distinguere il recupero neurologico, legato alla riduzione dei deficit causati dalla lesione, dal recupero funzionale, che riguarda la capacità di svolgere determinate attività anche utilizzando modalità differenti rispetto a prima dell'ictus.

La durata e l'intensità delle terapie vengono quindi rivalutate periodicamente sulla base dei risultati ottenuti e degli obiettivi ancora raggiungibili.

Gli esercizi di riabilitazione: cosa si fa e cosa si può fare a casa

La riabilitazione post ictus comprende interventi diversi, selezionati in base alle funzioni compromesse.

Un principio importante è l'allenamento ripetuto di attività specifiche, che permette di lavorare non soltanto sul singolo movimento, ma anche sulla capacità di utilizzarlo in situazioni concrete, come:

Esercizi per il movimento: la riabilitazione motoria mira a migliorare il controllo dei movimenti, la forza, l'equilibrio e la capacità di camminare o utilizzare gli arti superiori.

Il trattamento fisioterapico può comprendere:

  • mobilizzazione degli arti, per mantenere la mobilità articolare e favorire il recupero del movimento volontario
  • esercizi di controllo posturale ed equilibrio, per migliorare la stabilità da seduti e in piedi
  • rieducazione del cammino, anche attraverso l'utilizzo di ausili o dispositivi di supporto
  • esercizi per l'arto superiore, per recuperare la capacità di raggiungere, afferrare e manipolare oggetti
  • allenamento funzionale, attraverso la ripetizione di attività come alzarsi da una sedia, vestirsi o effettuare trasferimenti.

In alcune situazioni possono essere impiegate anche tecnologie riabilitative, come dispositivi robotici o sistemi di realtà virtuale, a integrazione dei trattamenti convenzionali.

Riabilitazione del linguaggio: dopo un ictus possono comparire disturbi della comunicazione, tra cui l'afasia, che compromette la capacità di comprendere o produrre il linguaggio, e la disartria, che interessa l'articolazione delle parole.

Il trattamento logopedico comprende esercizi specifici per il recupero delle abilità linguistiche e comunicative, definiti in base al tipo e alla gravità del disturbo.

Il logopedista interviene inoltre, quando necessario, nella valutazione e nel trattamento della disfagia.

Riabilitazione delle funzioni cognitive: l'ictus può determinare alterazioni della memoria, dell'attenzione, dell'orientamento e delle funzioni esecutive, cioè le capacità che permettono di pianificare e organizzare le attività.

Possono essere presenti anche disturbi della percezione, come il neglect, che comporta una ridotta attenzione verso una parte dello spazio.

La riabilitazione neuropsicologica utilizza esercizi e strategie specifiche per favorire il recupero delle funzioni compromesse e ridurre il loro impatto sulla vita quotidiana.

Riabilitazione a casa o in un centro: cosa cambia

La scelta tra ricovero riabilitativo, trattamento ambulatoriale e riabilitazione domiciliare dipende dalla valutazione clinica e funzionale del paziente.

Il ricovero in un centro specializzato è indicato quando sono necessari trattamenti intensivi, un monitoraggio medico o l'intervento coordinato di più professionisti.

La riabilitazione a domicilio può essere appropriata per persone clinicamente stabili, quando è possibile garantire trattamenti adeguati e sicuri nell'ambiente domestico.

Il programma può comprendere sedute con professionisti sanitari e attività da ripetere autonomamente, seguendo indicazioni precise. Gli esercizi domiciliari devono essere adattati alle capacità della persona e non sostituiscono le terapie specialistiche quando queste sono necessarie.

Come riconoscere un centro di riabilitazione post ictus di qualità

Un centro di riabilitazione neurologica dovrebbe garantire una valutazione specialistica, la presenza di professionisti con competenze specifiche e la definizione di un Progetto Riabilitativo Individuale.

Il progetto stabilisce gli obiettivi del trattamento, gli interventi necessari e le modalità di verifica dei risultati.

Altri elementi importanti sono la possibilità di affrontare contemporaneamente deficit motori, cognitivi e comunicativi, il coinvolgimento del paziente e dei familiari e la pianificazione della continuità assistenziale dopo la dimissione.

La riabilitazione neurologica post ictus al Centro Cardinal Ferrari

Il Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato, in provincia di Parma, si occupa della riabilitazione delle persone con gravi cerebrolesioni acquisite e patologie neurologiche complesse, comprese quelle conseguenti a un ictus.

Il Centro offre percorsi riabilitativi in regime di ricovero, day hospital e ambulatoriale, secondo le condizioni cliniche e le necessità assistenziali del paziente.

L'attività coinvolge un'équipe interdisciplinare e multiprofessionale e può avvalersi di tecnologie robotiche e sistemi di realtà virtuale a supporto dei trattamenti.

Per approfondire l'attività della struttura e le modalità di presa in carico è possibile leggere l'articolo dedicato al Centro Cardinal Ferrari per la riabilitazione neurologica oppure consultare la pagina del Centro.

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