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Depressione e comorbidità psichiatriche: a Villa Margherita il confronto tra specialisti

Psichiatria
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Il 7 ottobre, alla Casa di Cura Villa Margherita di Arcugnano (Vicenza), si è svolto un convegno dedicato al trattamento della depressione associata ad altri disturbi psichiatrici, con particolare attenzione ai disturbi alimentari e alla prevenzione del rischio suicidario.

Quando la depressione si presenta insieme ad altre patologie psichiatriche, individuare il trattamento più adatto può diventare particolarmente complesso. È necessario tenere conto delle diverse condizioni della persona e della loro evoluzione nel tempo, attraverso un percorso di cura che coinvolga più professionisti.

Di questi aspetti si è discusso durante il convegno “Trattamento della depressione nelle comorbidità psichiatriche”, che ha riunito a Villa Margherita specialisti del mondo universitario, dei servizi territoriali e delle strutture cliniche per un confronto sulle strategie terapeutiche e sulle più recenti evidenze scientifiche.

Depressione e disturbi alimentari: un problema crescente tra i giovani

Negli ultimi anni, la depressione e i disturbi della condotta alimentare sono aumentati tra i giovani. Due condizioni che possono essere collegate tra loro e che, quando si presentano insieme, rendono più complesso il percorso terapeutico.

Come spiega il dott. Marco Bateni, Direttore dell'Area Psichiatrica della Casa di Cura Villa Margherita, questa crescita si inserisce in un contesto di disagio giovanile, accentuato anche dalla pandemia e dai cambiamenti nelle modalità di relazione e comunicazione, sempre più influenzate dai social network.

Tra il 2018 e il 2022, le diagnosi sono aumentate del 20% tra i giovani sotto i vent'anni, come evidenziato dal dott. Marco Bateni.

La depressione può inoltre rappresentare un fattore scatenante per i disturbi alimentari. Per questo è importante riconoscere l'eventuale presenza di entrambe le condizioni e tenerne conto nella scelta del trattamento.

Il confronto tra specialisti sulle strategie di trattamento

Il convegno ha riunito esperti provenienti da diverse realtà cliniche e universitarie, con interventi dedicati alle possibilità terapeutiche, alla prevenzione del rischio suicidario e al ruolo dei servizi territoriali.

Tra i relatori, il prof. Andrea Fagiolini, ordinario di Psichiatria all'Università di Siena, ha approfondito il trattamento multidimensionale della depressione, mentre la prof.ssa Angela Favaro, referente scientifico per i DNA in Regione Veneto, si è concentrata sul rapporto con i disturbi alimentari. Il dott. Leonardo Meneghetti, Direttore Dipartimento Psichiatria AULSS 8, ha affrontato il tema della prevenzione del rischio suicidario e dell'importanza della rete territoriale.

Ad aprire i lavori è stato il dott. Adolfo Bandettini di Poggio, mentre il dott. Giampietro Rupolo, Direttore di Villa Margherita, ha moderato la prima sessione e partecipato alle considerazioni conclusive. Spazio anche al confronto sui casi clinici, con il contributo della dott.ssa Valentina Lettieri.

L'importanza di una rete di cura che accompagni la persona nel tempo

«È necessario superare un approccio unidimensionale e favorire una visione integrata. I professionisti che seguono la persona devono essere collegati tra loro e in grado di proporre, a seconda delle necessità, il percorso terapeutico più adatto», spiega il dott. Marco Bateni.

Depressione e disturbi alimentari possono richiedere percorsi di cura che si sviluppano nell'arco di molti anni, con necessità che cambiano nel tempo. Per questo è importante che gli specialisti collaborino tra loro e che la persona possa contare su interventi diversi, dal ricovero al supporto territoriale e sociale, senza interruzioni nell'assistenza.

La continuità di cura è fondamentale anche per evitare che il paziente e i suoi familiari si sentano soli nell'affrontare un percorso spesso complesso. Proprio la famiglia, sottolinea Bateni, può avere un ruolo attivo nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi alimentari.

Il percorso di cura a Villa Margherita

Alla Casa di Cura Villa Margherita di Arcugnano, la presa in carico coinvolge un'équipe multidisciplinare composta da psichiatri, psicologi, nutrizionisti e assistenti sociali, che lavorano in collaborazione con gli specialisti del territorio.

Gli obiettivi del ricovero vengono condivisi con i professionisti che già seguono la persona, per costruire un progetto di cura personalizzato, che tenga conto delle condizioni cliniche, della storia e della fase di vita in cui si trova.

Come sottolinea il dott. Bateni, le necessità di un adolescente che affronta un disturbo alimentare sono diverse da quelle di una persona che convive con la stessa patologia da vent'anni. Per questo, anche gli interventi devono essere adattati alle esigenze individuali e modificati nel corso del tempo.

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