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Neuropsicomotricista: chi è, cosa fa, come diventarlo

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Il neuropsicomotricista, o Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE), è un professionista sanitario che opera nell’ambito dello sviluppo infantile.

Il suo intervento è rivolto ai bambini, dalla nascita all’adolescenza, che presentano difficoltà o disturbi dello sviluppo motorio, cognitivo, comunicativo e relazionale. Attraverso il gioco, il movimento e attività strutturate, il neuropsicomotricista accompagna il bambino nel percorso di crescita, favorendo lo sviluppo delle competenze e il raggiungimento della maggiore autonomia possibile.

Questo professionista si occupa di prevenzione, valutazione, terapia e riabilitazione dei disturbi neuropsichiatrici dell’età evolutiva, intervenendo su condizioni che possono coinvolgere le funzioni motorie, sensoriali, cognitive ed emotive. L’attività terapeutica è sempre personalizzata e costruita in base alle caratteristiche e ai bisogni specifici del bambino.

A differenza di altre figure, il neuropsicomotricista adotta una visione globale dello sviluppo, che considera l’integrazione tra movimento, cognizione ed emozioni. L’intervento non è focalizzato esclusivamente sul deficit, ma mira a valorizzare le risorse e le potenzialità del bambino, favorendo uno sviluppo il più possibile armonico.

Spesso si genera confusione tra psicomotricista e neuropsicomotricista, ma in Italia esistono differenze rilevanti dal punto di vista normativo e formativo:

  • Neuropsicomotricista (TNPEE): è un professionista sanitario in possesso di una laurea triennale abilitante e opera in ambito riabilitativo, all’interno del sistema sanitario, in presenza di patologie o disturbi dello sviluppo.
  • Psicomotricista: svolge prevalentemente attività educative e preventive, ad esempio in contesti scolastici o ludico-educativi, e non è necessariamente una figura sanitaria abilitata alla riabilitazione di patologie neurologiche o psichiatriche.

Nel lavoro clinico, il neuropsicomotricista collabora frequentemente con altri professionisti sanitari. In particolare, il lavoro in équipe con il logopedista, specialista dei disturbi del linguaggio, della comunicazione, della voce e della deglutizione, consente di costruire percorsi terapeutici integrati, offrendo al bambino un supporto completo e coordinato.

Cosa fa un neuropsicomotricista?

Il neuropsicomotricista interviene attraverso attività terapeutiche strutturate che utilizzano il gioco e il movimento come strumenti centrali del trattamento. Le sedute sono progettate per sostenere lo sviluppo delle competenze motorie, relazionali e comunicative del bambino, tenendo conto delle sue modalità di interazione con l’ambiente e con le altre persone.

L’intervento è rivolto a bambini con disturbi o difficoltà dello sviluppo, come disabilità neuromotorie, disturbi della coordinazione motoria, ritardi psicomotori, disturbi dello spettro autistico e disturbi dell’attenzione. In particolare, nell’ambito di autismo e psicomotricità, il lavoro sul corpo e sulla relazione costituisce un elemento fondamentale per favorire l’interazione sociale, la comunicazione e lo sviluppo delle competenze adattive.

Oltre all’attività terapeutica, il neuropsicomotricista svolge un ruolo significativo anche in ambito preventivo, occupandosi dell’individuazione precoce di segnali di rischio o di ritardo nello sviluppo psicomotorio. L’intervento precoce consente di promuovere una crescita più equilibrata e di contenere l’evoluzione di difficoltà più strutturate.

Il lavoro del neuropsicomotricista si inserisce in un contesto multiprofessionale. La collaborazione con i servizi di neuropsichiatria infantile e con altri professionisti sanitari, tra cui il neurologo e il medico riabilitatore, permette di definire percorsi di cura integrati. Il confronto continuo con la famiglia e, quando necessario, con la scuola, garantisce coerenza e continuità agli interventi nei diversi contesti di vita del bambino.

In quale fascia d’età lavora il neuropsicomotricista?

Questa figura professionale è specializzata esclusivamente nell'età evolutiva. Il suo intervento copre la fascia d'età che va da 0 a 18 anni.

L'intervento è particolarmente efficace nella fascia prescolare (0-6 anni), periodo in cui la plasticità cerebrale è massima e il bambino utilizza il corpo come principale strumento di conoscenza e comunicazione. Tuttavia, il supporto continua anche in età scolare e adolescenziale, adattando le tecniche e gli obiettivi alle nuove esigenze di crescita e socializzazione.

Come diventare neuropsicomotricista?

Per intraprendere questa professione è necessario seguire un percorso accademico specifico e ottenere l'abilitazione professionale. In Italia, per diventare neuropsicomotricista, è necessaria una Laurea triennale in Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva. Si tratta di un corso triennale appartenente alla classe delle Lauree in Professioni Sanitarie della Riabilitazione (L/SNT2), accessibile tramite test d'ingresso a numero chiuso presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Durante il corso, lo studente acquisisce competenze in anatomia, fisiologia, psicologia dello sviluppo, neurologia pediatrica e tecniche riabilitative.

Dopo la laurea, per esercitare è obbligatoria l'iscrizione all’albo neuropsicomotricisti, istituito presso gli Ordini TSRM e PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). Come per tutte le professioni sanitarie, è inoltre richiesto l'aggiornamento continuo tramite il sistema ECM (Educazione Continua in Medicina) per mantenere elevate le proprie competenze.

Dove lavora il neuropsicomotricista?

Le opportunità lavorative per un TNPEE sono molteplici e spaziano dal settore pubblico a quello privato.

Il neuropsicomotricista può lavorare come dipendente o libero professionista all'interno del Servizio Sanitario Nazionale (nei servizi di Neuropsichiatria Infantile o nei reparti pediatrici), oppure in cliniche private, ambulatori specialistici e centri di riabilitazione convenzionati.

Oltre all'ambito strettamente ospedaliero, questa figura trova impiego in centri diurni, cooperative sociali, strutture comunali per l'infanzia e scuole, dove svolge progetti di prevenzione, screening e supporto all'integrazione scolastica.

Il ruolo del neuropsicomotricista nei centri KOS

Nei centri di riabilitazione del Gruppo KOS, il neuropsicomotricista è parte integrante di un'équipe multidisciplinare d'eccellenza. Collaborando con fisiatri, psicologi e logopedisti, costruisce percorsi terapeutici su misura per ogni bambino.

L'approccio KOS mette al centro il paziente e la sua famiglia, utilizzando tecnologie all'avanguardia e metodologie validate per trattare disturbi dello sviluppo, paralisi cerebrali, autismo e altre patologie neurologiche, garantendo continuità assistenziale e un supporto concreto alla crescita.

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