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DCA in adolescenza: segnali precoci e come intervenire

Psichiatria
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I disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (DNA o DCA) rappresentano una delle problematiche di salute più complesse e in crescita tra i giovani.

Secondo i dati del Ministero della Salute, i disturbi alimentari in adolescenza costituiscono un'emergenza di sanità pubblica, con un esordio sempre più precoce. Riconoscere tempestivamente i segnali è fondamentale: un intervento rapido può cambiare drasticamente la prognosi e il percorso di guarigione

Cosa sono i disturbi alimentari (DCA)

Secondo il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), i disturbi alimentari sono caratterizzati da una persistente alterazione delle abitudini alimentari e da comportamenti che compromettono la salute fisica e il funzionamento psicosociale. Non si tratta di "capricci" o semplici diete, ma di vere e proprie patologie psichiatriche che coinvolgono la mente e il corpo.

Le forme più comuni di DCA adolescenti includono:

  • Anoressia Nervosa: restrizione dell'apporto energetico, paura intensa di ingrassare e alterazione della percezione della propria immagine corporea.
  • Bulimia Nervosa: episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da condotte compensatorie (vomito autoindotto, uso di lassativi, esercizio fisico eccessivo).
  • Disturbo da Binge-Eating: episodi di abbuffate senza condotte compensatorie sistematiche, spesso associati a forte disagio psicologico.

Perché i DCA colpiscono soprattutto gli adolescenti?

L’adolescenza rappresenta una fase particolarmente delicata dello sviluppo. Per comprendere perché i disturbi del comportamento alimentare (DCA) insorgano frequentemente in questa età, è utile fare riferimento a un modello biopsicosociale, dove fattori biologici, psicologici e sociali interagiscono tra loro.

Durante la pubertà il corpo cambia rapidamente, così come la percezione di sé. In questa fase, proprio perché il corpo è il mediatore relazionale per eccellenza con il mondo esterno, l’adolescente può cercare di adeguare il proprio aspetto fisico a modelli esterni. Tali modelli possono essere reali (i coetanei del gruppo dei pari), oppure virtuali (come quelli proposti massicciamente dai social e dai mass media).

La cultura dell’immagine, veicolata dai social, tende a privilegiare il corpo come unico elemento di valore e di definizione dell’identità. Per tutto ciò, e per i cambiamenti inevitabili di questa fase, in molti adolescenti si possono generare disagio, senso di perdita di controllo o difficoltà nell’accettazione del proprio corpo. In un momento della vita in cui la costruzione dell’identità è centrale, il rapporto con il cibo può diventare uno strumento attraverso cui cercare di gestire emozioni complesse, ansia o insicurezza.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea il ruolo dell’ambiente sociale: l’esposizione costante a modelli estetici irrealistici, amplificata dai social media, può aumentare l’insoddisfazione corporea e il confronto sociale, favorendo comportamenti disfunzionali legati all’alimentazione. Anche fenomeni come il body shaming e il cyberbullismo possono contribuire ad accentuare il disagio.

Accanto a questi elementi anche gli eventi di vita stressanti, le pressioni scolastiche o sportive elevate e le   dinamiche familiari complesse possono agire come fattori di rischio o fattori scatenanti. È importante chiarire che la famiglia non rappresenta una “causa” del disturbo, ma può diventare altresì una risorsa fondamentale nel percorso di cura e di recupero.

I segnali da non sottovalutare

Riconoscere precocemente un disturbo del comportamento alimentare è essenziale. I segnali possono essere diversi e non sempre immediatamente evidenti.

Tra i campanelli d’allarme più comuni si possono osservare:

  • variazioni significative e rapide del peso, sia in diminuzione sia in aumento
  • alterazioni del ciclo mestruale nelle ragazze
  • stanchezza persistente, vertigini, disturbi gastrointestinali
  • comportamenti rigidi o ritualizzati durante i pasti, come sminuzzare il cibo, mangiare molto lentamente o nasconderlo.

Nella maggior parte dei casi, può emergere un’attenzione eccessiva e costante verso l’alimentazione e l’aspetto fisico. Alcuni adolescenti iniziano a contare ossessivamente le calorie, a escludere intere categorie di alimenti o a manifestare un forte senso di colpa dopo i pasti. Un comportamento frequente è il cosiddetto body checking, ovvero il controllo ripetuto del proprio corpo allo specchio o attraverso misurazioni continue.

Spesso i disturbi alimentari in adolescenza si accompagnano, inoltre, ad un progressivo ritiro sociale. Il ragazzo o la ragazza può iniziare ad evitare situazioni conviviali, come pranzi con gli amici o feste, per l’ansia legata al cibo fino ad arrivare a un vero e proprio isolamento sociale. A scuola possono comparire difficoltà di concentrazione e un calo del rendimento; in alcuni casi, al contrario, si osserva un eccessivo investimento nello studio come tentativo di mantenere il controllo.

Come intervenire in modo efficace

In presenza del sospetto di un disturbo del comportamento alimentare, la tempestività dell’intervento è fondamentale. Le linee guida nazionali e internazionali concordano sul fatto che una presa in carico precoce aumenti significativamente le possibilità di recupero.

Affrontare l’argomento richiede attenzione e rispetto. È importante evitare commenti sul peso o sull’aspetto fisico e concentrarsi invece sul benessere emotivo della persona, esprimendo preoccupazione in modo non giudicante.

È altrettanto importante non aspettare che la situazione si risolva spontaneamente. Il primo passo è rivolgersi al medico di base o a servizi e centri specializzati. Come indicato dal Ministero della Salute, la diagnosi e il trattamento dei DCA in età adolescenziale richiedono un approccio multidisciplinare integrato, che coinvolga figure come medici, psicologi, psichiatri e professionisti della nutrizione.

Un intervento coordinato e personalizzato rappresenta la base per accompagnare l’adolescente e la famiglia in un percorso di cura efficace e rispettoso della complessità del disturbo.

Il supporto offerto dal Gruppo KOS            

Il Gruppo KOS offre percorsi di cura specializzati per i disturbi del comportamento alimentare, con équipe multidisciplinari dedicate alla presa in carico dell'adolescente e della sua famiglia. Attraverso percorsi ambulatoriali, semiresidenziali o residenziali, lavoriamo per ristabilire un rapporto sano con il cibo e con il sé, seguendo i più elevati standard clinici.

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