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Tremore alle mani: cause, tipi e quando preoccuparsi

Riabilitazione
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Il tremore è una contrazione muscolare involontaria che porta a movimenti oscillatori di una o più parti del corpo.

È un disturbo del movimento che interessa frequentemente le mani, ma può coinvolgere anche le braccia, la testa, la voce (corde vocali), il tronco o gli arti inferiori.

Può provocare difficoltà nello scrivere o disegnare e nel tenere o utilizzare gli oggetti di uso quotidiano, come una forchetta. I tremori possono comparire o accentuarsi durante periodi di stress, forti emozioni o quando si è fisicamente esausti.

Il tremore può essere intermittente o costante, manifestarsi occasionalmente oppure rappresentare il sintomo di una patologia. Non esiste infatti un'unica causa: può essere legato a fattori transitori o modificabili, all'assunzione di alcuni tipi di farmaci, ad alterazioni metaboliche oppure a specifiche condizioni neurologiche. Riconoscere queste differenze aiuta a capire quando è opportuno un approfondimento medico.

Ce ne parla il dott. Nicola Bonetto, neurologo presso la Casa di Cura Villa Margherita Vicenza.

Quali sono le cause del tremore alle mani?

Il tremore può essere associato a malattie neurologiche, tra cui diversi disturbi del movimento, oppure ad altre condizioni di salute. Nella maggior parte dei casi sono coinvolti i circuiti cerebrali che regolano il movimento, anche se non sempre è possibile identificare una causa precisa.

Tra i principali disturbi del movimento associati al tremore troviamo:

Tremore essenziale: è tra i disturbi del movimento più comuni e la sua causa non è ancora completamente nota. Generalmente interessa entrambe le mani, anche se può essere più evidente in quella dominante, e presenta spesso una componente familiare, talvolta con un esordio precoce.

Si manifesta soprattutto durante l'azione, cioè quando si mantiene una posizione o si esegue un movimento. In base alle caratteristiche, si distinguono:

  • Tremore posturale: compare quando si mantengono le braccia distese o le mani sollevate
  • Tremore cinetico: si manifesta durante l'esecuzione di movimenti volontari, come scrivere o utilizzare le posate
  • Tremore intenzionale: tende ad accentuarsi quando la mano si avvicina al bersaglio durante un movimento.

Questa distinzione è importante per orientare la diagnosi, ma non permette, da sola, di identificare la causa del disturbo.

Tremore nella malattia di Parkinson: molte persone con malattia di Parkinson presentano tremore, tipicamente a riposo. Generalmente inizia da un lato del corpo, per poi estendersi al lato opposto, mantenendo prevalenza del sintomo sul lato d’esordio.

Il tremore può accentuarsi durante i periodi di stress o in presenza di forti emozioni e si caratterizza per la ricomparsa a riposo dopo un cambio di posizione della mano (riemergente).

Può associarsi ad altri sintomi parkinsoniani come rallentamento dei movimenti, rigidità, alterazioni della postura (per esempio, “curvato in avanti”) o disturbi dell’equilibrio, con possibili cadute.

Tremore distonico: meno frequente, si manifesta in presenza di distonia, un disturbo caratterizzato da contrazioni muscolari involontarie, prolungate o intermittenti, che provocano posture o movimenti anomali, come torsioni di una parte del corpo.

Il tremore alle mani può inoltre presentarsi in associazione ad altre condizioni:

  • Sclerosi multipla, ictus o traumi cranici, patologie cerebellari: il tremore si sviluppa quando la malattia danneggia aree del sistema nervoso centrale deputate al controllo del movimento
  • Contesti psichiatrici, come la depressione del tono dell’umore, ansia o attacchi di panico
  • Abuso di alcol o astinenza da sostanze
  • Ipertiroidismo; ipoglicemia; iposideremia (bassi valori di ferro e ferritina nel sangue)
  • Insufficienza epatica o renale
  • Avvelenamento da mercurio e metalli pesanti
  • Farmaci o abuso di caffeina.

Quando un tremore si può considerare normale/fisiologico?

Un leggero tremore può essere presente anche in condizioni fisiologiche. Per esempio, mantenendo le mani o le braccia distese in avanti per un periodo prolungato, possiamo notare che non rimangono completamente ferme.

Altri casi possono essere legati all’invecchiamento, allo stress, alla stanchezza, o in situazione d’ansia o tensione. Il tremore può comparire anche dopo aver bevuto un quantitativo eccessivo di caffeina (compresi tè, caffè o cola, bevande stimolanti) o aver fumato; quando si ha molto freddo o molto caldo o con la febbre.

Come si fa a non far tremare le mani?

Il trattamento del tremore dipende dalla causa che lo determina.

Se è associato a una condizione come l'ipertiroidismo, può migliorare attraverso il trattamento della disfunzione tiroidea. Quando invece rappresenta un effetto indesiderato di un farmaco, il tremore dovrebbe ridursi per poi scomparire sospendendo o cambiando tale terapia.

Anche alcuni cambiamenti dello stile di vita possono contribuire a ridurre o controllare il tremore, soprattutto quando è accentuato da fattori modificabili. Tra questi:

  • Limitare il consumo di caffeina e altre sostanze stimolanti.
  • Ridurre o evitare il consumo di alcol.
  • Mantenere un'alimentazione equilibrata e un'adeguata idratazione.
  • Correggere eventuali alterazioni metaboliche o carenze nutrizionali, quando accertate dal medico.
  • Ricorrere alla fisioterapia, quando indicata, per migliorare il controllo muscolare, la coordinazione, la forza e l'equilibrio.

Se ansia o attacchi di panico contribuiscono ad accentuare il tremore, possono essere utili anche tecniche di rilassamento, esercizi di respirazione o attività come lo yoga.

Quando è necessario rivolgersi ad uno specialista?

Il tremore associato a condizioni neurologiche come la malattia di Parkinson, il tremore essenziale, il tremore distonico, o quello legato alla Sclerosi Multipla, può essere trattato con specifiche terapie mediche, o talora anche chirurgiche, in base al contesto patologico di riferimento.

È importante rivolgersi al neurologo soprattutto se il tremore si presenta o peggiora a riposo, interferisce con le attività della vita quotidiana e se è associato ad altri sintomi, come debolezza, lentezza nei movimenti, movimenti anomali, irrigidimento muscolare o altre manifestazioni motorie non meglio inquadrate.

La diagnosi e la cura del tremore nelle strutture KOS

La diagnosi del tremore si basa principalmente sulla raccolta della storia clinica e sull'esame neurologico. Lo specialista valuta quando e come è comparso, se interessa una o entrambe le mani, come si manifesta durante il movimento e se sono presenti altri segni e sintomi neurologici.

Durante la visita vengono eseguite alcune prove motorie, come mantenere le braccia distese, scrivere o compiere movimenti mirati, per osservare le caratteristiche del tremore.

In base al sospetto diagnostico, il neurologo può richiedere esami del sangue o indagini strumentali. Non esiste un unico esame che permetta di diagnosticare e distinguere le varie forme di tremore: gli accertamenti vengono proposti in base al quadro clinico dello specifico paziente.

Anche il trattamento dipende dalla causa individuata e dalle opportunità terapeutiche proponibili, che possono comprendere terapie farmacologiche, interventi specialistici e percorsi riabilitativi.

Presso Villa Margherita Vicenza, struttura del Gruppo KOS ad Arcugnano, sono presenti le unità operative di Neurologia e Neuroriabilitazione, con percorsi dedicati alla malattia di Parkinson e agli altri disturbi del movimento.

L'ambulatorio neurologico offre visite specialistiche, approfondimenti diagnostici e trattamenti farmacologici mirati. Per le persone con patologie neurologiche che richiedono riabilitazione, la struttura dispone inoltre di un'équipe multidisciplinare che definisce gli interventi in base alle condizioni cliniche e alle necessità della persona.

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