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Riabilitazione dopo una frattura: come funziona

Riabilitazione
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La frattura ossea è un evento traumatico che richiede un intervento ortopedico tempestivo e, successivamente, un adeguato percorso di recupero funzionale.

La riabilitazione dopo una frattura rappresenta infatti una fase fondamentale per recuperare mobilità, ridurre il dolore e tornare gradualmente alle normali attività quotidiane.

Oltre alla guarigione dell’osso, è necessario ripristinare la funzionalità di muscoli, articolazioni e tessuti coinvolti nel trauma. In questo articolo vedremo come funziona la riabilitazione ortopedica, quali sono i tempi di recupero più comuni e quali strategie possono aiutare a favorire la guarigione.

Ce ne parlano il dott. Luciano Suardi, specialista in fisiatria e responsabile dell’Unità Riabilitativa, e Barbara Caprani, coordinatrice del servizio di fisioterapia di Villa San Giuseppe ad Anzano del Parco (CO).

Perché la riabilitazione è fondamentale dopo una frattura

Quando un osso si frattura, spesso è necessario un periodo di immobilizzazione per consentire la corretta consolidazione. Tuttavia, questa fase può avere alcune conseguenze sui tessuti circostanti.

Durante l’immobilità infatti:

  • i muscoli possono andare incontro ad atrofia
  • le articolazioni perdono progressivamente mobilità
  • la circolazione locale può rallentare.

Affidarsi a un percorso strutturato di riabilitazione ortopedica serve proprio a contrastare  e risolvere questi danni  correlati alla immobilità oltre che a  recuperare forza muscolare, equilibrio e mobilità articolare, prevenendo rigidità permanenti o compensazioni posturali scorrette.

Come funziona un percorso di riabilitazione

La riabilitazione dopo una frattura non segue un protocollo identico per tutti i pazienti. Il piano terapeutico viene infatti definito “su misura” da un’équipe multidisciplinare composta da: fisiatri, ortopedici e fisioterapisti.

Il percorso inizia generalmente con una valutazione funzionale completa, che permette di analizzare mobilità articolare, forza muscolare e livello di dolore.

Nelle prime fasi vengono utilizzate tecniche di mobilizzazione passiva, per mantenere l’articolazione in movimento senza sovraccaricarla. Progressivamente si introducono:

  • esercizi attivi
  • esercizi contro resistenza
  • rieducazione al carico
  • allenamento della propriocezione

A supporto dell’esercizio possono essere utilizzate anche alcune tecnologie di terapia fisica, tra cui tecarterapia, magnetoterapia e ultrasuoni.

Questi trattamenti aiutano a ridurre il dolore, migliorare la circolazione e favorire i processi di riparazione dei tessuti.

Tempistiche e durata della riabilitazione

I tempi di recupero dopo una frattura possono variare in modo significativo. Tra i fattori che influenzano la durata della riabilitazione troviamo età del paziente, tipo di frattura, eventuale intervento chirurgico ortopedico, presenza di patologie come osteoporosi e condizioni generali di salute.

Dal punto di vista biologico, l’osso richiede generalmente alcuni mesi per consolidarsi, ma il recupero funzionale può richiedere da poche settimane fino a oltre sei mesi di riabilitazione.

Il distretto corporeo coinvolto influisce molto sulle tempistiche e sulle modalità della terapia.

  • La riabilitazione dopo la  frattura del femore è particolarmente importante, soprattutto nei pazienti over 65. In questi casi la mobilizzazione precoce è fondamentale per prevenire le complicanze legate alla prolungata immobilità, come la sindrome da allettamento. Un percorso riabilitativo tempestivo e intensivo può contribuire a mantenere autonomia e capacità di deambulazione.
  • La riabilitazione dopo la frattura del bacino richiede un equilibrio delicato tra riposo e graduale ripresa del movimento. Nelle prime fasi il lavoro si concentra su: rinforzo degli arti superiori, allenamento della gamba non coinvolta ed esercizi respiratori e posturali. Successivamente si procede con la rieducazione alla deambulazione, spesso con l’utilizzo di ausili come deambulatori o stampelle.
  • Nel caso di frattura della spalla, uno dei principali obiettivi della riabilitazione è prevenire la cosiddetta spalla congelata (capsulite adesiva). Il trattamento prevede: recupero del range di movimento (ROM), mobilizzazione passiva e attiva assistita, rinforzo progressivo della cuffia dei rotatori. Questo permette di ristabilire progressivamente la funzionalità dell’articolazione.
  • La riabilitazione dopo frattura della tibia è spesso focalizzata sul recupero della stabilità della caviglia. Prevede esercizi per la rieducazione al passo, lo svezzamento dalle stampelle e il rinforzo della muscolatura del polpaccio. Questi esercizi aiutano a recuperare equilibrio e sicurezza nel cammino.

Il supporto delle strutture specializzate

In presenza di traumi complessi o dopo interventi chirurgici importanti, può essere utile svolgere la riabilitazione in strutture specializzate.

Centri riabilitativi dedicati offrono un ambiente controllato in cui il paziente può seguire un programma intensivo, con la presenza costante di medici e fisioterapisti.

Strutture come Villa San Giuseppe permettono di affrontare le fasi più delicate del recupero con assistenza multidisciplinare e monitoraggio continuo, favorendo un ritorno più sicuro alla vita quotidiana.

Riabilitazione post-frattura: come facilitare il recupero

Il successo del percorso riabilitativo dipende anche dall’impegno del paziente. La collaborazione tra il team medico e la persona in cura è fondamentale per ottenere risultati efficaci.

Ecco alcune buone pratiche che possono favorire il recupero.

Seguire con costanza gli esercizi prescritti
Il lavoro non termina durante le sedute di fisioterapia: gli esercizi assegnati per casa sono parte integrante del percorso riabilitativo.

Curare l’alimentazione
La ricostruzione del tessuto osseo richiede un adeguato apporto di nutrienti. In particolare sono importanti:

  • calcio
  • vitamina D
  • proteine

Garantire un buon riposo
Durante il sonno l’organismo attiva molti processi di rigenerazione cellulare fondamentali per la guarigione. 

Non trascurare l’aspetto psicologico
Una frattura può comportare una temporanea perdita di autonomia. Il supporto emotivo di familiari e caregiver può essere prezioso per affrontare il percorso di recupero con maggiore serenità.

Il coinvolgimento delle persone vicine al paziente aiuta anche nella gestione quotidiana e nella corretta esecuzione degli esercizi, rendendo il rientro a casa più sicuro e graduale.

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