Ho male alla spalla: da quale specialista partire?
Quando il dolore alla spalla non passa o comincia a limitare i movimenti, può essere difficile capire a chi rivolgersi.
Ortopedico, fisiatra o fisioterapista? E ha senso fare prima una radiografia, un’ecografia o una risonanza magnetica?
Un dolore occasionale può risolversi nel giro di poco tempo. Se però compare dopo un trauma oppure persiste per alcune settimane, è importante capire quale possa essere la causa e quale sia il percorso più indicato.
Non tutti i professionisti hanno infatti lo stesso ruolo e non sempre un esame diagnostico è il primo passo.
Ce ne parla il dott. Stefano Albanelli, medico ortopedico presso Villa dei Pini Civitanova Marche.
Ortopedico o fisiatra: a chi rivolgersi?
Se il dolore alla spalla è comparso dopo un trauma, per esempio una caduta, oppure non passa dopo alcune settimane, il primo riferimento è l’ortopedico, preferibilmente uno specialista nelle patologie della spalla.
La visita serve a valutare i sintomi, il movimento e la funzionalità della spalla. Attraverso test clinici specifici, l’ortopedico può formulare una diagnosi e stabilire quale sia il trattamento più appropriato o se siano necessari ulteriori accertamenti.
Il fisiatra può entrare invece nel percorso quando è necessaria una riabilitazione. Il suo ruolo è impostare e coordinare il percorso riabilitativo e, quando necessario, seguirne l’andamento nel tempo.
Non si tratta quindi di percorsi separati. Ortopedico, fisiatra e fisioterapista possono intervenire in momenti diversi e complementari, dalla diagnosi al trattamento fino al recupero della funzionalità della spalla.
Se non sai quale sia l’origine del dolore, quindi, non devi arrivare alla visita con una diagnosi già in mente: la valutazione dello specialista serve proprio a capire quale percorso sia più indicato.
Posso andare direttamente dal fisioterapista?
La fisioterapia può essere indicata per diversi problemi della spalla e, nei casi meno complessi, il trattamento riabilitativo può contribuire a ridurre il dolore e recuperare una buona funzionalità. La diagnosi, però, spetta al medico e non al fisioterapista.
Una volta individuata la causa del dolore e definito il percorso più appropriato, il fisioterapista ha un ruolo importante nel recupero del movimento, della forza muscolare e della funzionalità della spalla.
A seconda del problema e delle indicazioni ricevute, il percorso può comprendere esercizio terapeutico, terapia manuale e, quando indicate, terapie fisiche.
La fisioterapia può essere necessaria dopo un trauma, può accompagnare la preparazione a un intervento chirurgico e assume un ruolo particolarmente importante nella riabilitazione post-operatoria. In questa fase il lavoro del fisioterapista prosegue il percorso iniziato con l’intervento, accompagnando gradualmente il recupero del movimento, della forza e della funzione della spalla.
Serve fare una risonanza magnetica?
Non necessariamente. Se il dolore persiste, non è detto che il primo passo debba essere prenotare autonomamente una risonanza magnetica, un’ecografia o una radiografia.
È la visita ortopedica a orientare la scelta degli eventuali approfondimenti diagnostici. Sulla base dei sintomi, della storia del paziente e dei test eseguiti durante la visita, lo specialista può stabilire quale esame sia più utile.
Quando è necessario studiare in modo approfondito le strutture della spalla, può essere indicata una risonanza magnetica ad alto campo, che consente di ottenere informazioni sulle diverse componenti dell’articolazione.
La radiografia mantiene invece un ruolo importante in situazioni specifiche. Può essere utile, per esempio, nelle persone sopra i 60 anni quando si sospettano alterazioni artrosiche oppure quando la valutazione clinica fa pensare alla presenza di calcificazioni della cuffia dei rotatori.
L’ecografia può essere utilizzata per valutare alcune strutture della spalla, ma non sostituisce gli altri esami in tutte le situazioni. La scelta dipende quindi dal problema che lo specialista sta cercando di approfondire.
Per questo, prima di sottoporsi autonomamente a un esame, è preferibile partire dalla valutazione clinica.
Quando il dolore alla spalla non va sottovalutato
Un dolore alla spalla comparso da poco e non legato a un trauma può migliorare spontaneamente. Ci sono però situazioni nelle quali è opportuno rivolgersi a uno specialista.
È il caso, in particolare, di un dolore che:
- compare dopo una caduta o un altro trauma
- persiste per alcune settimane senza migliorare
- limita progressivamente i movimenti della spalla o rende difficili le normali attività quotidiane
- è associato a una significativa perdita di forza o di funzionalità.
In questi casi, una valutazione ortopedica permette di capire da dove nasce il problema e quali siano i passi successivi più appropriati, evitando di iniziare trattamenti o sottoporsi a esami senza aver prima individuato la possibile causa del dolore.
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