La salute del sistema nervoso è fondamentale per il corretto funzionamento del nostro organismo: dal movimento alla memoria, dal linguaggio all’equilibrio.
Quando compaiono sintomi come mal di testa persistenti, vertigini, disturbi della sensibilità o difficoltà motorie, può essere necessario rivolgersi a uno specialista. La visita neurologica rappresenta infatti uno strumento diagnostico prezioso per valutare lo stato di cervello, midollo spinale, nervi e muscoli, permettendo di individuare eventuali patologie e intervenire tempestivamente.
Ce ne parla la dott.ssa Antonella Rosi, specialista in Neurologia di Villa Rosa.
Cos’è la visita neurologica e perché è importante
La visita neurologica è un esame medico specialistico che serve a valutare il funzionamento del sistema nervoso, in particolare:
- cervello
- midollo spinale
- nervi
- muscoli
Viene effettuata da un medico specializzato in neurologia (neurologo) con l’obiettivo di identificare eventuali disturbi e/o alterazioni che possono riguardare il movimento, la sensibilità, l’equilibrio, la memoria, il linguaggio, la vista e/o altre funzioni neurologiche.
A Villa Rosa Diagnostica è possibile effettuare la visita neurologica ed i relativi esami diagnostici grazie alla presenza di un personale medico altamente specializzato e alla grande esperienza in diagnosi e prevenzione della struttura.
Come si svolge la prima visita neurologica
La visita neurologica viene prescritta solitamente dal medico di Medicina Generale e/o da un altro specialista, in presenza di sintomi come:
- mal di testa persistente e/o improvviso
- capogiri e/o vertigini frequenti
- difficoltà a muovere le braccia e le gambe
- presenta tremori o movimenti involontari in qualche parte del corpo
- disturbi della memoria o del linguaggio o di altre abilità cognitive
- sensazioni di formicolio, intorpidimento o debolezza in qualche parte del corpo
- perdita dei sensi, crisi epilettiche e/o svenimenti.
Durante la visita neurologica il medico neurologo raccoglie l’anamnesi, ovvero la storia clinica del paziente: da quanto tempo sono presenti i sintomi, eventuali malattie pregresse, familiarità con patologie neurologiche. Analizza anche esami precedenti e le comorbidità, ossia patologie già note che interessano anche altri organi e/o apparati e che, direttamente o indirettamente, possono aiutare il clinico nella diagnosi.
Cosa valuta il neurologo durante la visita
Successivamente, il neurologo esegue un esame obiettivo neurologico mediante prove specifiche per valutare la forza, il trofismo muscolare, I riflessi osteotendinei, la coordinazione motoria e la sensibilità del paziente.
Inoltre, lo specialista valuta il cammino e l’equilibrio mediante l’esecuzione di prove specifiche ed esamina le funzioni cognitive avvalendosi anche di test specifici per studiare l’orientamento tempo-spazio, il linguaggio, l’attenzione, la memoria e le prove prassiche.
Quanto dura la visita e cosa succede dopo
Bisogna precisare, a beneficio dell’informazione al paziente, che l’esame neurologico è un esame non invasivo e non doloroso che dura in media tra i 30 e i 60 minuti, in relazione agli approfondimenti che si vogliono eseguire.
In alcuni casi, la valutazione cognitiva viene eseguita durante la visita; tuttavia, se si rende necessario un approfondimento più dettagliato – poichè richiede tempo ed esami specifici - l’esame può essere programmato in un secondo incontro. Ad esempio, se si vogliono approfondire alcune funzioni specifiche, i pazienti stessi possono essere indirizzati ad un neuropsicologo specializzato che somministra test neuropsicologici molto più articolati.
La visita neurologica permette di identificare e/o escludere malattie neurologiche attraverso l’identificazione di segni clinici emersi durante l’esame obiettivo.
Sulla base di queste valutazioni, il neurologo formula un’ipotesi diagnostica (come una sospetta sclerosi multipla, ictus, epilessia, Parkinson, neuropatie, ecc.) e, se necessario, prescrive ulteriori accertamenti. Tra gli esami più richiesti rientrano la RMN encefalo e/o del rachide, EEG, EMG, TC encefalo, esami ematici specifici e test cognitivi specifici.
Qualora la diagnosi risulti già evidente, il medico può avviare tempestivamente un trattamento farmacologico anche in attesa dei referti definitivi degli esami strumentali.
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