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Laboratorio di cucina, stimola lo sviluppo psico-fisico del bambino

Ambulatori e medicina specialistica
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Al Centro Ambulatoriale Santo Stefano Riabilitazione di Porto Potenza, sono stati realizzati laboratori per bambini. Ecco perché servono…

E’ noto che il cibo è, per tutti noi, il primo veicolo di relazione umana: è grazie alla necessità, per il neonato, di essere nutrito, che si pongono le basi delle sue relazioni con le persone che lo accudiscono. Sia che venga allattato al seno che con il biberon, durante i pasti il bimbo può godere della presenza ravvicinata di una persona adulta, con cui avvia i suoi primissimi dialoghi, fatti inizialmente di sguardi, che poi saranno accompagnati da emissioni vocali, da sorrisi, da gesti ed infine da parole.

Meno noto è il fatto che il bambino nella prima infanzia, a differenza del bambino più grande e dell’adulto, ha un approccio multimodale alla realtà, che avvicina con un coinvolgimento di tutti i suoi organi di senso. L’incontro con un nuovo oggetto o persona è accompagnato non solo da sguardi, ma anche da manipolazioni, da scuotimenti, da annusate e da “assaggiate”. L’attività del cucinare, ricca di stimolazioni per i cinque sensi, è in genere gradita ai bambini piccoli, perché appunto vicina al loro modo di avvicinarsi alla realtà.

Crescendo, il cucinare e il cucinare insieme acquisiscono altre valenze: restando fra quelle più squisitamente psicologiche, insegnare, educare il bambino alla preparazione degli alimenti significa favorire il suo naturale percorso di autonomia. Dall’essere passivamente nutrito, il bambino gradualmente passa ad imboccarsi da solo, per poi arrivare a prepararsi da solo il cibo e – perché no – a cucinare per gli altri, con grande beneficio dell’autostima: avete presente la felicità di un bambino quando per la prima volta prepara la colazione per i suoi genitori che ancora dormono?

Cucinare è poi un’attività molto stimolante dal punto di vista cognitivo, perché ricca di spunti di osservazione ed esperienze che sono alla base della comprensione dei concetti base della fisica, della chimica, della matematica, basti solo un esempio:a volte per i bambini è difficile acquisire il concetto di frazione, e spesso gli insegnanti lo spiegano ricorrendo al disegno di una torta che viene suddivisa in parti.

Se questa torta, anziché essere solo disegnata, viene preparata, cucinata e poi divisa con i compagni, poiché è più facile “imparare facendo”, capire – e ricordare- cosa significano1/8 o 3/4 sarà molto più semplice per un bambino. Inoltre, lo stimolo del “cucinare insieme”fornisce importanti opportunità di relazione e di socializzazione, facilita l’accettazione, la comprensione ed il superamento dei propri limiti, avvicina il bambino ad apprezzare la possibilità di accettare l’aiuto di adulti e dei compagni, e di provare per questo gratitudine.

PERCHÈ I LABORATORI DI CUCINA Al Centro Ambulatoriale Santo Stefano Riabilitazione di Porto Potenza, sono stati realizzati laboratori per bambini *. Il cibo e la cucina possono diventare occasioni speciali per mettere in gioco azioni educative in grado di stimolare lo sviluppo psico-fisico del bambino, la sua autonomia, la sua crescita e il suo bagaglio culturale. Saper usare le mani vuol dire saper creare fisicamente qualcosa, vuol dire “saper fare”, l’abilità nelle dita si costruisce lentamente, ma deve essere stimolata e incentivata.

Attraverso la realizzazione di preparazioni mirate si veicola il principio della stagionalità dei prodotti e il perché è meglio usare materie provenienti dal proprio territorio. OBIETTIVI Autonomia emotiva Sviluppo motorio Conoscenza di sè Socializzazione Sviluppo cognitivo Stimolare tutti i sensi Facilitare l’acquisizione delle regole e delle competenze Migliorare l’autostima All’interno di questi obiettivi macro si creano anche buone abitudini, come il lavarsi le mani, prima e dopo aver cucinato, lavarsi i denti dopo aver mangiato.

Ci si avvicina ad un consumo corretto e consapevole, che comprende anche la capacità, attraverso lo stimolo all’uso della fantasia, di riciclare e riutilizzare alcuni materiali o imballaggi o avanzi. Trovare la giusta concentrazione e l’attenzione in sé e con gli altri attraverso la condivisione di un progetto comune. I bambini per apprendere e costruire le loro competenze, devono poter fare e provare piacere nel fare, ripetere le esperienze, sperimentare la loro creatività il più possibile.

Il lato davvero positivo dei laboratori di cucina è che si conquistano delle competenze estremamente importanti per la costruzione dell’autonomia e dell’autostima, perché di fatto le competenze permettono di passare dalla conoscenza, cioè il sapere, all’abilità, alla capacità, cioè il saper fare, che si raggiunge attraverso il fare esperienze e da lì si arriva al saper essere. Attraverso i laboratori di cucina i bambini imparano a riconoscere e ad assaggiare un piatto o un cibo usando non solo il gusto ma anche gli altri organi di senso: la vista per distinguere i colori da crudo a cotto e le forme degli alimenti; l’olfatto per riconoscere i profumi o gli odori; il tatto, toccando la diversa consistenza tra il cibo crudo e cotto, l’udito, perché alcuni cibi croccano.

La prima cosa che nei laboratori di cucina i bambini imparano è che ci sono delle regole per poter realizzare un piatto, essendo però questa un’attività che loro amano non le vedono come vincoli frustranti, ma come piacevoli azioni per arrivare insieme ad un risultato. Tempi, strumenti e attenzione sono gli elementi da mettere a disposizione per far uscire il loro spirito di osservazione ed emulazione.

Cucinare anche e soprattutto per i bambini è una cosa seria, come tutto ciò che fanno, e richiede dedizione, attenzione ed esempio. Il concetto di attesa è legato al concetto di tempo e imparando a vivere e a rispettare l’una si rispetta anche l’altro. Cucinando si fa esperienza del tempo e dei tempi dell’impasto, della lievitazione, della cottura e, abituandosi e capendone fin da piccoli l’importanza, sarà più facile rispettare anche i tempi di chi ci sta intorno.

Il rispetto dei tempi e delle preferenze permetterà di portare a casa un prodotto non sempre perfetto, ma che si può consumare a tavola con la famiglia, perché cucinare non è un gioco, ma un abilità che ognuno di noi può acquisire a modo suo e secondo le proprie inclinazioni sia manuali che di gusto. Lo sviluppo e il rinforzo delle competenze è fondamentale per raggiungere un’autostima sufficiente a farci vivere in modo sereno con gli altri; una competenza, in parole semplici non è altro che passare dal sapere al saper fare, attraverso l’acquisizione di autonomie.

*NOTA. I laboratori sono stati organizzati presso il Car di Porto Potenza dal mese di settembre. Dieci laboratori a cadenza mono-settimanale con durata di 2 ore, 3 gruppi con due operatori in ogni gruppo. A parteciapre anche due cuochi della zona per supervisionare e motivare ulteriormente i bambini.

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