Le giornate si accorciano, cambiano i ritmi e in alcune persone anche l’umore sembra risentirne.
Con l’arrivo della nuova stagione ci si può sentire più malinconici, avere meno energia o meno voglia di uscire e dedicarsi alle proprie attività. È quella che spesso viene chiamata “depressione autunnale”, un’espressione che può però descrivere situazioni molto diverse tra loro: da un periodo di malinconia passeggera a una forma di depressione con andamento stagionale.
Cos'è la depressione autunnale
“Depressione autunnale” è un’espressione di uso comune, non il nome di una diagnosi. Viene spesso utilizzata per descrivere quella sensazione di malinconia, stanchezza o minore energia che alcune persone avvertono quando finisce l’estate e cambiano le giornate.
Esiste però anche una forma di depressione legata alla stagionalità, conosciuta come disturbo affettivo stagionale o SAD (Seasonal Affective Disorder). In questo caso gli episodi depressivi tendono a presentarsi nello stesso periodo dell’anno: più spesso iniziano in autunno o in inverno e si attenuano durante la primavera e l’estate.
Malinconia di stagione o disturbo affettivo stagionale: la differenza
Sentirsi un po’ più giù, avere meno voglia di uscire o desiderare di trascorrere più tempo a casa può succedere, soprattutto in un periodo in cui cambiano giornate, orari e abitudini. A volte queste sensazioni durano poco e lasciano spazio, naturalmente, anche a giornate migliori.
Altre volte, invece, ci si accorge che qualcosa è cambiato più profondamente. Le attività che prima davano piacere interessano meno, vedere gli altri richiede più energie, concentrarsi sul lavoro o sullo studio diventa più difficile. La tristezza non riguarda più soltanto qualche giornata, ma tende a essere presente nel tempo e a entrare nella vita quotidiana.
Nel disturbo affettivo stagionale c’è anche un’altra caratteristica: questo cambiamento tende a ripresentarsi nello stesso periodo dell’anno. Per riconoscere un andamento stagionale si guarda quindi non solo a ciò che la persona sta vivendo in quel momento, ma anche alla sua storia e alla ricorrenza degli episodi nel tempo. Tra gli elementi considerati nella valutazione c’è la loro comparsa nella stessa stagione per almeno due anni consecutivi.
Perché il cambio di stagione influisce sull'umore
Non è semplicemente una questione di “brutto tempo”. Il rapporto tra stagioni e umore è più complesso e le cause del disturbo affettivo stagionale non sono ancora del tutto conosciute.
Uno degli aspetti più studiati è la riduzione delle ore di luce durante l’autunno e l’inverno. La luce partecipa alla regolazione dei nostri ritmi biologici, compreso quello del sonno, e le ricerche stanno studiando anche il possibile coinvolgimento di sostanze come melatonina e serotonina. Non esiste, però, un unico meccanismo in grado di spiegare perché alcune persone risentano maggiormente del cambio di stagione.
C’è poi tutto quello che succede nelle nostre giornate. L’autunno spesso coincide con il ritorno ai ritmi pieni del lavoro o dello studio, meno tempo trascorso all’aperto e abitudini diverse rispetto all’estate. Per qualcuno il passaggio avviene quasi senza accorgersene; per altri può essere un periodo più faticoso.
I sintomi della depressione autunnale
Quando è presente una depressione con andamento stagionale, i sintomi possono essere diversi da persona a persona. Alcune avvertono una tristezza che tende a non passare, altre soprattutto una perdita di interesse verso attività che prima erano piacevoli. Possono comparire anche stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità e cambiamenti nel sonno o nell’appetito.
Nella forma che compare in autunno e in inverno sono frequenti anche una maggiore sonnolenza, un aumento dell’appetito e la tendenza a ritirarsi maggiormente dalla vita sociale.
Non è necessario riconoscersi in tutti questi sintomi e la loro presenza può avere anche altre spiegazioni. La depressione, infatti, può manifestarsi in modi diversi e non è necessariamente legata a un particolare periodo dell’anno.
Cosa fare per affrontarla: strategie quotidiane
Quando l’umore cambia con l’arrivo dell’autunno, può essere utile continuare a dare spazio alle abitudini che aiutano a stare bene, senza chiedersi di “reagire” a tutti i costi.
Trascorrere del tempo all’aperto durante il giorno, anche semplicemente facendo una passeggiata, permette di esporsi alla luce naturale e allo stesso tempo di mantenersi attivi. Anche continuare a coltivare le proprie attività e le relazioni con le persone care può aiutare a non modificare completamente la propria quotidianità nei mesi più freddi.
Un’attenzione particolare può essere dedicata anche al sonno, cercando per quanto possibile di mantenere orari regolari per andare a dormire e svegliarsi.
Queste abitudini possono accompagnare il benessere quotidiano, ma non sostituiscono un trattamento quando è presente un disturbo depressivo. Per il disturbo affettivo stagionale possono essere utilizzati diversi approcci, tra cui la psicoterapia, alcuni farmaci antidepressivi e, in determinate situazioni, la terapia della luce. Il percorso viene scelto insieme ai professionisti sulla base delle caratteristiche e delle esigenze della persona.
Quando la tristezza richiede l'aiuto di uno specialista
Non è sempre semplice capire da soli dove finisca un periodo difficile e dove inizi una sofferenza che ha bisogno di maggiore attenzione. Un aspetto da considerare è quanto ciò che stiamo vivendo rimane presente nel tempo e quanto sta cambiando le nostre giornate.
Se la tristezza diventa una presenza costante, viene meno l’interesse per ciò che prima faceva stare bene oppure attività, relazioni e impegni quotidiani diventano sempre più faticosi, può essere importante non affrontare tutto questo da soli.
Nella valutazione di un episodio depressivo si considerano diversi aspetti, tra cui la presenza di umore depresso o perdita di interesse per la maggior parte della giornata, quasi ogni giorno, per almeno due settimane. Il tempo, però, non è l’unico elemento: contano anche gli altri sintomi presenti, la loro intensità e l’impatto che hanno sulla vita della persona.
Un confronto con un professionista permette di comprendere meglio ciò che si sta vivendo e se possa trattarsi di un disturbo depressivo, di una depressione con andamento stagionale o di una difficoltà di altra natura.
Il supporto psicologico e psichiatrico nelle strutture KOS
Quando si parla di salute mentale, ogni storia è diversa. Anche sintomi apparentemente simili possono avere significati differenti a seconda della persona, del momento che sta attraversando e della sua storia.
Per questo i percorsi KOS dedicati alla salute mentale partono dall’ascolto e dalla valutazione della singola situazione. Psicologi, psichiatri e altri professionisti possono aiutare a comprendere l’origine e le caratteristiche del disagio e a individuare il tipo di supporto più adatto.
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