La riabilitazione del pavimento pelvico è un percorso terapeutico, personalizzato, che mira al recupero della funzionalità della muscolatura del pavimento pelvico.
Questo tipo di riabilitazione ha due ambiti d’intervento, quello della prevenzione e quello del trattamento delle disfunzioni del pavimento pelvico e dei visceri pelvici (vescica, utero e retto) sovrastanti, quali incontinenza urinaria e/o fecale, prolasso dei visceri, dolore pelvico e problematiche legate alla sfera sessuale.
Ce ne parla la Dr.ssa Marinella Baroni, fisiatra presso il Myolab.
Cos’è il pavimento pelvico?
Il pavimento pelvico è costituito da un insieme di muscoli e strutture tendinee, ancorate come un’amaca all’interno del bacino, le quali chiudono inferiormente la cavità addominale e pelvica. Esso costituisce una struttura dinamica che concorre alle funzioni dei visceri:
- sostenendo gli organi pelvici (utero, vescica, retto) attraverso il contrasto di bruschi aumenti della pressione addominale,
- contribuendo la continenza sia urinaria che fecale,
- favorendo la qualità della vita sessuale,
- intervenendo nel parto adattandosi al passaggio del feto.
Quali sono i sintomi delle disfunzioni del pavimento pelvico?
Le disfunzioni a carico del pavimento pelvico alterano la funzione urinaria, fecale e sessuale con l’insorgenza di una serie di sintomi che possono variare per tipo ed intensità da paziente a paziente. I sintomi principali che devono far sospettare una patologia a carico del pavimento pelvico, talora associati nella stessa persona, sono:
Sintomi urinari
- perdita di urinaria durante gli sforzi quotidiani (tosse, starnuto, sollevamento di pesi, corsa…)
- la perdita di urina in seguito a uno stimolo impellente di urinare
- un aumento della frequenza minzionale
- difficoltà di urinare
- senso di peso pelvico
- discesa fino alla fuoriuscita di un organo dalla vagina (cistocele, isterocele, rettocele)
- cistiti ricorrenti
Sintomi rettali
- stitichezza (eccessivi sforzi defecatori)
- emorroidi/ ragadi
- incontinenza alle feci e/o ai gas
- discesa fino alla fuoriuscita delle emorroidi e della parete mucosa del retto
Sintomi sessuali
- dolore nei rapporti sessuali (dispareunia)
- riduzione del piacere durante il rapporto
- riduzione dell’entità o incapacità a raggiungere l’orgasmo
In cosa consiste la riabilitazione del pavimento pelvico?
Questa specifica branca della medicina riabilitativa, tende a far riacquistare funzionalità al pavimento pelvico di coloro che nel corso della vita, per cause diverse (eccessivi stiramenti, lesioni muscolari, iperpressione addominale cronica, esiti chirurgici ecc.) l’hanno vista alterarsi o annullarsi, favorendo l’insorgenza di condizioni quali:
- incontinenza urinaria e fecale
- stipsi da difficoltà espulsiva fecale
- prolassi degli organi pelvici
- dolore pelvico
- disfunzioni sessuali
L’attività riabilitativa pertanto si focalizza sul recupero della forza, dell’elasticità e della coordinazione dei muscoli pelvici.
Chi può trarre beneficio da questo percorso?
La riabilitazione è indicata sia agli uomini che alle donne, in diverse fasi della vita. In particolare:
- durante la gravidanza e il post-parto, per trattare problematiche legate al cambiamento fisico e ormonale
- in menopausa, per contrastare l’atrofia tissutale, prevenire/trattare le disfunzioni dei visceri
- in caso di dolore pelvico cronico, contribuendo a migliorare la qualità di vita
- nel post-operatorio per recuperare la continenza urinaria e/o fecale
- per atleti, al fine di ottimizzare la performance e prevenire traumi.
Come si svolge la prima visita fisiatrica?
Durante l’incontro iniziale, lo specialista raccoglie, in una prima fase del colloquio, una dettagliata anamnesi medica che include informazioni su patologie pregresse ed in corso, interventi chirurgici, abitudini alimentari e trattamenti farmacologici in atto. Nella seconda fase si orienta su una raccolta di dati di pertinenza ostetrica (parti) e ginecologica, sulla presenza di eventuali disturbi urinari e defecatori oppure su condizioni dolorose pelviche.
Successivamente esegue un esame clinico che comprende sia l’ambito ginecologico che quello proctologico per valutare:
- la corretta posizione dei visceri (eventuali prolassi)
- la capacità di selezionare attivamente i muscoli pelvici
- la forza e la resistenza muscolare del piano perineale
- eventuali zone dolorose
- l’assetto posturale del rachide lombo-sacrale e del bacino, il pattern respiratorio e la muscolatura addominale.
La valutazione viene integrata con eventuali dati forniti da esami ematologici e strumentali portati in visione dai/dalle pazienti o successivamente richiesti dal fisiatra stesso.
Il terapista, sulla base degli obiettivi terapeutici indicati dal fisiatra, elabora un programma riabilitativo che può comprendere esercizi sotto guida fisioterapica o da eseguire successivamente in autonomia, impiego di tecniche di elettrostimolazione e di biofeedback, attività educative e comportamentali.
Quali tecniche vengono utilizzate nella riabilitazione?
Il trattamento, preceduto da specifica valutazione funzionale (postura, mobilità articolare, tono e forza muscolare) può includere:
- esercizi mirati: per rinforzare la muscolatura e migliorare il controllo volontario della stessa
- tecniche manuali: come massaggi, mobilizzazioni articolari e stretching
- strumentazioni specifiche: biofeedback e elettrostimolazione
- educazione terapeutica: su postura, gestione degli sforzi e corretti comportamenti.
Il percorso riabilitativo è un “abito su misura” pertanto il numero di sedute è condizionato dalla capacità di apprendimento del soggetto, dalla collaborazione fornita e dall’entità della compromissione funzionale.
Il biofeedback (BFB) e l’elettrostimolazione (ES) sono sempre necessari o solo in alcuni casi?
Il BFB e l’ES sono degli strumenti terapeutici, il primo indirizzato a facilitare l’apprendimento degli esercizi, il secondo mirato al rinforzo muscolare; il loro impiego viene selezionato dal terapista in relazione a specifici obiettivi e alle condizioni del soggetto da trattare.
Ci sono controindicazioni specifiche alla riabilitazione del pavimento pelvico?
Non ci sono controindicazioni assolute alla riabilitazione del pavimento pelvico, seppure le modalità di esecuzione degli esercizi e gli strumenti utilizzati vadano selezionati sulle condizioni cliniche e funzionali della/del paziente.
Strategie di prevenzione per la salute del pavimento pelvico
Anche in assenza di sintomi, è possibile adottare accorgimenti per proteggere il pavimento pelvico.
Per il percorso di prevenzione è fondamentale:
- adottare una postura corretta
- praticare esercizio fisico in modo regolare e sicuro
- evitare sforzi eccessivi (es. sollevamento oggetti pesanti, spinte eccessive durante la defecazione)
- controllare il peso corporeo.
Alcune tecniche di ginnastica, come ad esempio il pilates, prevedono esercizi per il pavimento pelvico, tuttavia diventa indispensabile un corretto addestramento dei soggetti per evitare errori di esecuzione che potrebbero danneggiarlo.
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